Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge.
Per continuare a navigare su questo sito clicca sul link accetto.

Giancarlo Perini

La vita ė bella

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Costa Smeralda Cop 1974Dove eravamo rimasti? Sono ormai passati cinque anni da quando, risultato vano ogni tentativo di fare onorare l’affermazione fatta in assemblea dal presidente Persico per conoscere le conclusioni dell’indagine interna sulle famigerate vicende che vanno sotto il titolo di “Jaguarao Café” fummo costretti a chiedere al giudice una sentenza che statuisse il diritto di ogni consorziato di accedere e verificare tutti gli atti compiuti dal CdA sulla base del mandato che i consorziati conferiscono ai “loro” amministratori.

Lo disse e scrisse anche il presidente nella sua relazione all’assemblea del 2011, pagine 30 e 31. Letteralmente:

Con riferimento alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Consorzio Costa Smeralda negli ultimi mesi, tengo a far presente che non posso dare informazioni specifiche in proposito, poiché la vicenda è all'esame degli organi giudiziari competenti ed è, pertanto, coperta dal segreto istruttorio.

In ogni caso, qualora taluno dei Consorziati volesse ricevere delle informazioni, può accedere agli atti depositati negli uffici del Consorzio inerenti questa vicenda. È infatti nel pieno diritto di ogni Consorziato prendere visione degli atti che, eventualmente, vorrà esaminare. A tal proposito tutto il personale del Consorzio sarà a vostra disposizione per permettervi di procedere all'esame nel momento in cui lo riterrete opportuno, garantendovi la massima correttezza e trasparenza nel vostro esclusivo e supremo interesse. Intendo ribadire con ciò che l'unico fine della nostra azione è la tutela dei Consorziati.” (Persico, relazione all’assemblea elettiva del 30 luglio 2011)

Ma quanto vale la parola di questo presidente?

Giudicate voi. Trovammo porte sbarrate e dovemmo ricorrere al giudice che ci diede ragione. Ma non è bastato. Siamo ancora in ballo davanti al giudice di Tempio.

Cinque anni non sono bastati e forse ce ne vorranno altri 5 o 10, e magari dovremo arrivare fino alla Corte di Giustizia Europea e oltre gli 80 anni di età per arrivare in porto. Certo non per bere una birra al Jaguarao Café, di cui ora ci importa ben poco.

Eppure, grazie alla sentenza, tra mille difficoltà, ostacoli e manovre dilatorie, siamo riusciti in questi ultimi anni a scoprire più di un episodio di “mala gestio”, di alchimie che tuttora persistono a danno della stragrande maggioranza dei Consorziati (trattati e tartassati come sudditi), di violazioni sostanziali dello statuto e della valida partecipazione all’assemblea dei Padroni (controllori di se stessi). Tanto da portare il CdA di ovviare a una grave “dimenticanza” a proposito delle carature degli alberghi del Padrone. Per tacere d’altro tuttora sotto esame.

Tuttavia, mano a mano che le nostre verifiche scavavano pur faticosamente dentro le miserie della dell’amministrazione consortile le difficoltà e gli ostacoli diventavano sempre più raffinati e insormontabili. Tanto che si rese necessario dapprima un precetto giudiziario per ottenere finalmente i due documenti descritti in sentenza.

Poi è stato necessario presentare un nuovo ricorso al magistrato affinché quanto illustrato molto chiaramente dalla sentenza sia pienamente attuato. Il magistrato afferma che ogni membro del Consorzio Costa Smeralda ha diritto ad accedere ad ogni documento disponibile presso il consorzio Sulla base del principio giuridico che regola i rapporti tra mandante e mandatario”. Con detta sentenza, il magistrato statuisce: «Si configura pertanto, in capo al Consiglio di Amministrazione direttamente nominato dai consorziati, una serie di obblighi a compiere, nell’interesse e per conto del Consorzio -e per l’effetto dei consorziati -, plurimi atti giuridici principalmente legati al profilo di realità del consorzio medesimo - tali da generare uno schema contrattuale sussimile nella nozione di cui all’articolo 1703 c.c..

Dall’applicabilità della disciplina del mandato discendono gli obblighi gravanti sul mandatario, tra i quali, ai sensi dell’articolo 1713 c.c., quello di rimettere al mandante tutto ciò che ha ricevuto a causa del mandato, fornendo tutti gli elementi di fatto sulle modalità di esecuzione dell'incarico in quanto utili per la valutazione dell'operato del mandatario stesso, in relazione ai fini perseguiti, ai risultati raggiunti ed ai criteri di buona amministrazione e di condotta prescritti dagli artt. 1710 e 1176 cod. civ. (in tal senso Cass. Civ. Sez. II, sent. n. 7592 del 30-08-1994).»

Ebbene il nostro ulteriore ricorso urgente nel dicembre del 2015 è ancora in alto mare per la totale opposizione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, a riprova di quanto determinati siano i nostri amministratori a evitare che i consorziati sappiamo come è stato gestito il loro Consorzio.

I preziosi e costosi avvocati del Consorzio (che noi stessi paghiamo in soldoni) hanno avuto mandato a opporsi in ogni modo e comunque a dilatare di tempi all’infinito. Tanto da arrivare a depositare una comparsa di ben 48 pagine allegando centinaia di inutili documenti (si stima si tratti di quasi 5000 fogli di carta pregiata) con l’apparente intento di rimescolare le acque e guadagnare tempo fino a costringere il consorziati alla resa per stanchezza, rendendo complicata la vita a tutti noi consorziati, per non dire del magistrato. Ovvero usando come una clava preistorica i tempi eterni dell’amministrazione giudiziaria (non è certo il caso di parlare di giustizia). Strategia sempre applicata negli ultimi decenni. Forse un giorno cadremo anche noi vittime di questa stanchezza ma il nostro disgusto e il nostro disprezzo non avranno certamente fine in quel momento.

Così, ancora oggi, a oltre 5 anni dai fatti, non è possibile verificare la correttezza di molte assemblee, dei consigli di amministrazione e soprattutto l’operato sia del Consorzio sia della servizi Consortili, ripetutamente denunciati in assemblea.

Volutamente gli avvocati del Consorzio fanno finta di non vedere che la questione è molto semplice e tocca un punto soltanto:

Se i consorziati (trattati da condomini quando si tratta di ottenere decreti ingiuntivi) hanno o no diritto ad accedere agli atti e verificare l’operato dei loro amministratori, relativamente alla gestione del Consorzio e nel rispetto della legge.

Per noi invece il punto è un altro:

Se gli amministratori hanno operato con la prescritta diligenza “del buon padre di famiglia” e senza conflitti di interesse, perché hanno tanto timore di un accesso agli agli atti? Se non hanno nulla da nascondere o temere perché non adottano universali principi di trasparenza e ci evitano tanta perdita di tempo e di fiducia?

Chissà se qualcuno vorrà porre la questione alla prossima assemblea. Dopo aver dichiarato il proprio recesso, il sottoscritto non può più farlo.

Alla vigilia dell’assemblea annunale 2016. Egregi Signori, avendo io comunicato nelle forme di legge il mio recesso dal Consorzio Costa Smeralda, pur in assenza di un vostro doveroso riscontro, non parteciperò all’assemblea annuale e sono certo che la notizia allevierà il vostro (e il mio) spirito.

Anticipo le calunnie dei malpensanti (molto interessati) che non è perché non avrei pagato le quote, cosa che potrei fare al momento di accedere alla riunione, ma per semplice necessità giuridica e riaffermazione del mio recesso.

Tuttavia so fin troppo bene che le mie frustranti vicissitudini nell’interagire con voi non sono finite, essendo stato tirato per i capelli (assieme a tutti i consorziati) nell’infinita causa che ha portato alla sentenza 608/2015 del Tribunale di Tempio attraverso una citazione per pubblici proclami che per molti anni avete nascosto ai consorziati.

Sentenza che impone a me ed a molti altri di ricorrere in appello per sottrarmi alla schiavitù (mia e dei miei eredi) di un Padrone che non ho scelto e con il quale non ho mai contratto alcuna obbligazione.


Ora mi chiedo e vi chiedo se, per dignità o per semplice cortesia, vorrete fornire, in occasione dell’imminente assemblea "chiarimenti circa la mancanza di alcun avviso ai Consorziati a proposito della prima citazione per pubblici proclami (del 10/3/2009) che ha portato alla dichiarazione di contumacia di tutti loro (con un’unica eccezione), tenendoli all’oscuro di un’importante iniziativa legale che mette in discussione la validità di un’assemblea straordinaria e la durata del Consorzio.

E se adotterete una radicale inversione di lotta informando costantemente i consorziati sull'andamento di questa e ogni altra vicenda, anche attraverso il sito del Consorzio come chiesto e a più riprese negli ultimi anni. Spero che, almeno i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, non vorranno sottrarsi, continuando a mancare di rispetto ai loro amministrati. Con i miei più distinti saluti. Giancarlo Perini. ex-consorziato 2043.

e-max.it, posizionamento sui motori

Search

Iscriviti alla Newsletter

Contatti

 

Potete contattarmi alla mail:

info@giancarloperini.com

Login