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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Audi A8 oroE’ il prezzo di un prezzolato mezzano* chiamato presidente (* Vedi Fra Domenico Cavalca).

Chissà perché quando penso a Lui mi viene in mente Lele Mora. Eppure qualche differenza tra loro c’è. Ad esempio mentre l’ex parrucchiere divenuto agente di famose star e intimo amico di famosi pregiudicati andava a spasso impunemente per Porto Cervo a bordo di una bianca Range Rover con una targa spudoratamente falsa. Portava le sue iniziale e un numero sospetto. Invece Lui, il bi-presidente smeraldino viaggia a bordo di una lussuosa Audi  A8

del valore di 120.000 euro che i generosi Consorziati pagano. A loro insaputa.A loro insaputa ma con il complice, forse rassegnato, assenso dei consiglieri di amministrazione eletti da Tom Barrack, tra i quali – si dice – il suo maggiordomo.

Oltre al danno c’è la beffa perché quei consorziati che ancora pagano le quote, provvedono (senza saperlo) anche per i consorziati dissidenti che non pagano per protesta verso una squallida dittatura.

Quell’Audi A8 non é sua ma é noleggiata dalla famosa Leaseplan, così deduciamo tutto  (la SCCS) e non si vedono gli importi relativi all’assicurazione, tassa di circolazione, manutenzione ci costa forse 20,000 euro l’anno, ma non c’è solo quello, secondo fonti bene informate. Insomma il traguardo dei 300 mila Euro l’anno non è lontano. Ci stiamo documentando, perché non ci è permesso sbagliare, neppure in buona fede.

Una fonte ufficiale invece accerta, nero su bianco, alle pagine 92 e 93 del cosidetto (anche su questo ci sarebbe molto da dire) libro dei verbali de CdA del Consorzio,  che dall’autunno 2011,  il bi-presidente è titolare di un gettone annuo di 250,000 euro. La scelta non è stata sua, naturalmente, ma del Consorzio, associazione senza scopo di lucro, che per statuto non può pagare alcun compenso ai suoi amministratori. Ma, viva l’Italia, viva le sue caste, viva le sue leggi e i suoi tempi di giustizia ed ecco allora l’azionista unico della Servizi Consortili di cui Lui è presidente, approvare la proposta di corrispondere un compenso annuo 250 mila al presidente (sempre Lui) della Servizi Consortili, 80 mila al vice-presidente, e 40 mila agli altri tre amministratori delegati. Per un totale di  450.000 euro per anno. Spero vi siate seduti nel frattempo

La farsa della formale delibera di cui siamo venuti finalmente a conoscenza è descritta nella copia del verbale del CdA del Consorzio del 26 ottobre 2011 tra gli atti di cui abbiamo avuto finalmente copia solo grazie al ricorso alla magistratura. Notiamo allora che per almeno quattro/quinti, i consiglieri sono gli stessi. Solo Mentasti, evidentemente attento ai rischi di venire coinvolto in azioni di responsabilità, si è dimesso dal CdA della Servizi Consortili.  Così almeno lui può essere solo controllore e non anche controllato. Gli altri sono Renzo Persico, Mariano Pasqualone,  Bruno Daddi e Stefano Morri per il Consorzio. Nella Servizi Consortili al dottor Mentasti dimissionario é subentrato un commercialista fornitore di consulenze fiscali e amministrative della real casa del cui ipotetizzabile conflitto di interessi ci interesseremo in un altro momento.

Che alcuni consorziati fossero venuti a conoscenza solo dai giornali locali, e solamente per una sentenza del tribunale, del compenso del presidente dovrebbe dirla molto, molto lunga.  Come dire che, come il solito, il cornuto è sempre l’ultimo a sapere del tradimento della moglie (e vice-versa, per parità di genere). Ora pensiamo a quanti consorziati, che non leggono i quotidiani  regionali o sono stranieri, ne sono informati.

Chiudiamo con La Buona Notizia.
Circa l’opportunità di riconoscere ai membri del consiglio della Servizi si possono avere opinioni diverse ma un’autorevole fonte suggerisce che gran parte di quel compenso è giustificato dai rischi connessi alle responsabilità che l’incarico comporta. E questo ci consola molto perchè, così i percettori dei compensi saranno poi in grado di pagare quanto sarò loro imposto per legge a conclusione delle azioni di responsabilità che si annunciano numerose e di importi consistenti. Se non tutti, almeno qualcuno di loro.
Tra queste una delle prime potrebbe interessare il presidente per il suo operato nella vicenda Jaguarao Café, che potrà partire non appena l’attuale vertenza davanti al tribunale di Tempio sarà conclusa.

 

Precedentemente pubblicato in http://www.apics.it/blog/?p=678 il 13/06/2014

 

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