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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Si fa presto a parlare di 110 milioni di Euro in una notizia da giornale, se non si pensa a cosa vuol dire davvero il patto su cui si regge l’affare. Meglio dire “affaire” in questo caso.

A noi basta pensare che la cifra rappresenta un sesto di quanto il Qatar ha pagato per l’acquisto delle società del lusso e dei terreni in Costa. Oppure al valore di dieci (diconsi 10) anni di bilancio dell’intero Consorzio cui versano quote annuali circa 3800 consorziati (loro malgrado, nel stragrande maggioranze dei casi).

Se poi uno cerca nella notizia qualcosa in più del titolo trova praticamente il nulla.corruzione b

Per fare cosa? Chi paga? Dove si trovano tutti quei soldi? Chi ci guadagna? Chi ci perde?

Domande lecite anzi doverose per il giornalista curioso che sa di dover portare notizie vere e complete a chi compra il quotidiano in edicola. 

Così in assenza di notizie concrete, e in presenza di una brava e fidata giornalista, il vuoto di notizie concrete partorisce il sospetto che si voglia più nascondere che far conoscere. 

Quando poi il curioso va sul sito del quotidiano e anche li trova il nulla (o meglio una pagina bianca)  ecco allora che si impone una vera e propria indagine giornalistica. 

In un’Italia in cui ogni giorno si sente parlare e di conflitti di interesse infiniti e arresti per corruzione diventa difficile, quasi impossibile, non pensar male.

Chi li mette quei 110 milioni di Euro? Perché? in cambio di cosa? Chi paga davvero il conto? E quali frutti porterà il nuovo patto tra gli amministratori Comunali e quelli del Consorzio? C’é sotto qualcosa? Qual’è il disegno? Che senso ha?

Scrive Walkiria Baldinelli il 23 maggio: «Comune e Consorzio Costa Smeralda hanno siglato la convenzione che suggella e proroga per un altro decennio l’accordo precedente. 100 milioni di euro il valore degli investimenti spalmato in due lustri per la gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria di alcune infrastrutture e aree pubbliche di uso pubblico del comprensorio. Con un ulteriore impegno di 10 milioni di euro per la realizzazione di nuove opere …

I costi sono tutti a carico del Consorziati che pur già pagano fior di milioni di IMU.In cambio potranno mantenere (si spera) il borgo di Porto Cervo con una struttura parallela a quella pubblica. La famosa Servizi Consortili Costa Smeralda nel quale i Consorziati non devono ficcare il naso.  Come a dire che il Comune non è all’altezza della Costa Smeralda.

Si sta forse andando verso la creazione di un nuovo comune: quello di Porto Cervo? Lo si può sperare, si eviterebbe così la doppia tassazione ma converrà non contarci. Nel frattempo i Consorziati pagano le amatissime tasse due volte. Forse, la è lecito dubitarlo, loro malgrado.

La buona notizia per i cittadini di Arzachena è che il Comune non ci metterà un euro. La brutta notizia è che rinuncia a fare il suo lavoro e sacrifica verde sul mare che è patrimonio di tutti. Evidentemente sul mare non si può più costruire ma si può devastare e distruggere il bosco e la macchia mediterraneo per raddoppiare la strada e creare parcheggi per centinaia di auto (che….in caso di incendio…..). Per non dire di tutto il resto.

Si direbbe che il Consorzio abbia poca o nessuna considerazione per il Comune ma probabilmente la vera ragione è un’altra: interessi di parte di lungo periodo e di grande interesse economico, non necessariamente speculativo.

La Nuova Sardegna parla anche delle «manutenzioni ordinarie e STRAORDINARIE delle strade “Farina-Liscia Ruja-Razza di Juncu” e e Cala di Volpe (Farina-Capriccioli)» ma non si fa cenno al progetto di “Infrastrutturazione” della strada che stravolge il paesaggio lungo il mare lungo le più belle spiagge della Costa Smeralda per realizzare l’invasione di turisti ospiti delle nuove e vaste concessioni sul litorale.

E’ questo un altro progetto - che senza una logica ragione coinvolge il Consorzio Costa Smeralda in un affare tra Comune e Land Holding - avviato sulla base di un’altra convenzione che chiameremo “Parcheggi con Vista Mare” di cui parleremo presto ma che in realtà lascia intravedere nuovi insediamenti (si spera di pregio e prestigio) in quei terreni della Land Holding.

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