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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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LOTTA DURISSIMA E INFINITA NEI TRIBUNALI.

In gioco milioni di euro.

Chiusura Indagini NSOrmai è lampante.

Il Consorzio è terrorizzato e teme che si arrivi a sentenze nei tre procedimenti che un gruppo di consorziati ed io per loro e con loro, hanno avviato presso il Tribunale di Tempio e la Corte d’Appello di Sassari. 

Due civili; uno penale. 

Nell'udienza presso la Corte d’Appello di Sassari del 15 giugno (avverso la devastante sentenza 608/15 di Tempio) ancora una volta il Consorzio ha puntato su ipotetici vizi procedurali pur di evitare processo, ottenendo in ogni caso un ulteriore rinvio di mesi e lasciando sul terreno polpette avvelenate utili al …ricorso in cassazione che verrà.

Se si considera che la richiesta al giudice di dichiarare la cessazione del CCS e la restituzione delle somme versate risale al maggio 2001, è evidente la strategia degli amministratori del Consorzio: rinviare, rinviare, rinviare. 

A loro non costa un centesimo, pagano sempre e comunque i consorziati. E quando, finalmente andranno in porto le costituzioni di parte civile e quindi una devastante azione di responsabilità loro saranno altrove, magari in pensione. Per loro pagheranno le società che oggi rappresentano, ben più solvibili (grazie al cielo) di alcuni di loro. 

Essi ben sanno che all’indomani delle sentenze i gestori del Consorzio (ovvero le due o tre società “padrone” della Costa di cui sono procuratori) dovranno rimborsare milioni di euro (facili stimarli in almeno una ventina dal 2000 ad oggi) ai consorziati abusati fin dall'assemblea dichiarata NULLA in conseguenza delle sentenze 117/07 della Corte d’Appello di Sassari, confermata dalla sentenza della corte di cassazione 21130/2012.

Analogamente, nel procedimento penale per truffa aggravata e continuata presso il Tribunale di Tempio, si  punta decisamente all'espediente italico della prescrizione con una semplice mossa del cavallo (è soltanto la prima altre seguiranno). 

Alla prima udienza del 3 aprile 2018 è bastato il cambiamento al momento giusto del difensore di uno dei quattro citati in giudizio per ottenere il primo rinvio di SEI mesi (per mancata notifica nei tempi previsti). Sostituzione più che lecita, ma il sospetto che sia una mossa strumentale è forte ed altrettanto lecito.

Il Terzo procedimento per il completo accesso agli atti del Consorzio, è bloccato presso un Giudice Onorario di Tempio (!) che da due anni deve sentenziare se il Consorzio ha rispettato o no la sentenza passata in giudicato del 2011 che gli impone di dare accesso agli atti a qualsiasi consorziato. 

La questione è semplice: giusta la sentenza passata in giudicato, Il consorziato ha diritto a chiedere accesso e copia di tutti i documenti in possesso del Consorzio. 

Il consorziato dopo 7 anni di battaglie contro muri di gomma accumulati a Porto Cervo, lamenta che non gli sono dati tutti quelli che ha richiesto. Il Consorzio non l’ha fatto ma con somma sfrontatezza afferma davanti al giudice di averlo fatto e chiede (a posteriori) 10 mila euro per spese mai previste né sostenute. Minaccia? Deterrente? Decida il lettore.

Ora la questione è di una semplicità assoluta considerata la chiarissima sentenza: se li ha avuti perché mai il consorziato si rivolgerebbe al giudice (anche alla luce del suo esposto querela basato sull’esame di quei documenti - una parte - ottenuti e già presentato)? E se ha davvero dato accesso a tutti gli atti richiesti, che difficoltà avrebbe il Consorzio a darli nuovamente?

Ecco questo è il Consorzio da cui molti vogliono divorziare, per sposarne magari  uno nuovo che rappresenti i veri interessi dei suoi 3800 e oltre Consorziati e che sia gestito da amministratori più capaci, etici e rispettosi.

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