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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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1 4 Milioni per il condono

EVASORI O ELUSORI?

DOBBIAMO PAGARE L’IVA PERCHE’ LO STATUTO E’ SPUDORATAMENTE VIOLATO.

Una violazione plateale che spiega perché la Smeralda Land S.r.l. (oggi Land Holding) ha pagato 1,4 milioni per condono fiscale e ravvedimento operoso.

Le fatture, emesse e quietanzate solo dopo che il pagamento è stato effettuato, mettono in evidenza l’aggravio dell’IVA, sia per la Servizi Consortili Costa Smeralda Spa (SCCS) sia per il Consorzio Costa Smeralda (CCS).

Se la SCCS Spa, fornitore imposto ai consorziati senza che costi e compensi siano stati messi in competizione con fornitori alternativi, l’aggiunta dell’IVA è inevitabile, per il Consorzio l’aggravio è incomprensibile, visto che si tratta di spese già assoggettate alle dovute imposte e tasse.

Ebbene la risposta è chiara e inquietante. La si trova nella relazione dei nostri revisore dei conti, l’autorevole Deloitte, che vi proponiamo qui sotto. Prima però dobbiamo chiederci perché mai, come scrivono i revisori «L'onere del suddetto condono fiscale nonché del sopraccitato ravvedimento operoso, pari complessivamente a circa Euro 1,4 milioni è stato sostenuto dal solo consorziato Smeralda Land S.r.l. senza obbligo di restituzione alcuno salvo quanto sotto specificato.»

Dalle note al bilancio riclassificato, esercizio d’impresa 2013, ricevuto in occasione dell’assemblea annuale del 29 luglio 2014. Pagina 6, Punto 8. IMPOSTE.

«La voce imposte, pari a Euro 19 mila, si riferisce alle imposte IRES ed IRAP stanziate sul presumibile reddito imponibile dell'esercizio 2013. Tale stanziamento si è reso necessario a seguito della verifica fiscale conclusasi nel corso dell'esercizio 2002 da parte della Guardia di Finanza secondo cui il Consorzio, pur essendo un'associazione senza fine di lucro, è stato considerato, sotto il profilo fiscale, un ente commerciale.

Si rileva che a fronte della verifica fiscale sopra citata, pur contestando vigorosamente le conclusioni raggiunte dalla Guardia di Finanza e in particolare la qualifica di ente commerciale attribuita al Consorzio in sede di verifica, il Consiglio d'Amministrazione nel corso dell'esercizio 2007 ha deciso di aderire al condono fiscale previsto dalla Legge n°289 del 27 dicembre 2002 definendo così le potenziali controversie derivanti dalla sopraccitata verifica fiscale nonché i periodi di imposta fino al 31 dicembre 2001 sia ai fini delle imposte dirette sia ai fini rVA. Inoltre, per l'esercizio 2002 si è proceduto, ai fini IVA, al ravvedimento operoso consentito dalla normativa fiscale.

La decisione di aderire al condono e al ravvedimento operoso è stata essenzialmente motivata dall'opportunità di minimizzare il rischio conseguente ad un'eventuale soccombenza nella contestazione per le vie giudiziali delle tesi della Guardia di Finanza e dall'offerta di un consorziato di accollarsi interamente il relativo costo, come descritto nel seguito. L'onere del suddetto condono fiscale nonché del sopraccitato ravvedimento operoso, pari complessivamente a circa Euro 1,4 milioni è stato sostenuto dal solo consorziato Smeralda Land S.r.l. senza obbligo di restituzione alcuno salvo quanto sotto specificato.

Il Consorzio, peraltro, ritenendo che la sola qualificazione fiscale a sé correttamente riferibile fosse quella di ente non commerciale ai sensi del D.P.R. 917/86 e considerando conseguentemente non dovute le maggiori imposte versate in relazione agli anni 2002 - 2012, ha ad oggi presentato istanza di rimborso per le maggiori imposte versate relativamente ai detti periodi di imposta.

Occorre inoltre rilevare che qualora il Consorzio dovesse recuperare, in tutto o in parte a titolo definitivo le somme versate dal consorziato Smeralda Land S.r.l. per il sopraccitato condono e ravvedimento operoso ai fini IVA, tali somme dovranno essere restituite al suddetto consorziato.»

Fine della citazione.

A voi tutte le considerazioni, osservazioni e proposte del caso. Nel frattempo il direttore generale o il c.d.a. potrebbero relazionarci sull’andamento del contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, costretta a far visita al nostro consorzio con preoccupante frequenza, con grave danno di immagine del consorzio e dei suoi membri inermi.

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