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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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CHI PAGA?

Preg.mo Dott. Manca, buon giorno.
La ringrazio per aver dato risposta, seppur molto parziale, alle mie domande formalmente presentate lo scorso mese di maggio e ricevute poche ore fa.
Mi permetta di farle notare che per rispondere a due delle mie otto domande sono stati necessari diciassette giorni. Un segno tutt’altro che incoraggiante sull’efficienza dei nostri apparati amministrativi. D’altronde, ne devo dare atto, non si può pretendere molto da un Consorzio che deve gestire circa quattromila consorziati con una sola persona. Lei: il direttore generale. Converrà con me che forse è tempo chiederci se ha senso avere un direttore generale che deve dirigere solo se stesso.

 

Per questo penso di trovarla d’accordo con me che la sua carica e le sue responsabilità dovrebbero provocare un sussulto d’indignazione di fronte alla costrizione di dare non-risposte come lei ha fatto.
O sbaglio nel presumere che lei deve agire in ossequio ad un Consiglio di Amministrazione che abusa del suo potere (e dei consorziati) a ogni piè sospinto?
Sia chiaro: il Consorzio deve avere un direttore (generale?). Sia altrettanto chiaro che questi deve poter esercitare il suo ruolo e farlo nell’interesse di tutti i consorziati. Sempre.
Lei ben sa che il nostro fornitore di servizi “Servizi Consortili Costa Smeralda” è di proprietà di tutti i consorziati (e non solo del “patto di sindacato di fatto” che lo amministra come se fosse sua esclusiva proprietà e per questo tiene tutto nascosto).
Lei sa bene anche che le spese sostenute sono tutte iscritte al bilancio della nostra società per azioni. Una spa che tradisce nello spirito e nella lettera lo statuto costitutivo del consorzio e che esercita con (molto discutibili criteri che per il momento tralascio di approfondire) un’attività imprenditoriale e commerciale di servizi, quando invece dovrebbe occuparsi provvedervi senza scopo di lucro.
In passato si è trattato dell’illegittima intermediazione nella fornitura dell’acqua potabile, poi dei servizi medici e da anni dal lucroso e ambiguo servizio di vigilanza fornito a privati e fonte di molte e gravose incombenze, molte ancora irrisolte. Per chiarezza mi spiego meglio: tutte le cause di lavoro, tra le quali – in primis – quella del comandante Testoni. Ma di tutto ciò parleremo in altre occasioni.
Non parliamo, per ora, di prassi consolidate e ambigue, finalizzate all’elusione di tributi e tasse che rischiano di far precipitare, una volta per tutte l’immagine dei consorziati ai più infimi gradini della reputazione sociale qualora risultasse che si tratta di evasione piuttosto che di elusione. Sarebbe qui crudele rivangare brutte esperienze del passato.
Dunque io ritengo che lei abbia il dovere di vedere nei conti del nostro “fornitore” ogni singola voce di spesa (non solo le ermetiche poste di bilancio) e di riferirne in qualsiasi momento ai consorziati che ne chiedono conto. Come io sto facendo da molto tempo, con cortesia e infinita pazienza.
Io non credo che lei possa “tirarsi fuori” scrivendomi, come fa, che il Consorzio non cura direttamente il ricupero dei crediti e dunque non sostiene alcuna spesa avendo dato mandato di rappresentanza alla Servizi Consortili.
Vuol affermare che il Consorzio vive in un paradiso dove i tribunali emettono decreti ingiuntivi senza che si paghino tributi e diritti? Che gli avvocati lavorano con assoluta generosità per la loro e nostra gloria? O piuttosto che gli oneri sono riversati sui “condomini morosi”. La mia domanda è un’altra ed è ben chiara. Le chiedevo: «Il numero degli atti esecutivi nei confronti di condomini morosi commissionati, a quali studi legali sono affidate le azioni e un bilancio dei costi e dei relativi ricavi.»
Non mi sembra una domanda assurda, che non possa avere risposta. E’ banale statistica ed è di interesse generale, non solo personale.
Se davvero lei non lo sapesse, lei non starebbe facendo il suo lavoro (e sono fermamente convinto che non sia questo il caso). Se non può dirlo immagino sia perché deve adeguarsi alle disposizioni di un Consiglio di Amministrazione che non rappresenta i consorziati.
Per le mie altre domande lasciate senza risposta, Lei pensa davvero sia rispettoso scrivere a me, uno tra oltre 3800 consorziati che «attengono a questioni gestite dalla Servizi Consortili Costa Smeralda Spa» e che non può dare loro risposta?
Le chiedevo semplicemente di farmi conoscere fatti e cifre, non dati personali sensibili. Fatti e cifre che lei, custode dei nostri interessi, dovrebbe conoscere a menadito.
Le elenco nuovamente a favore dei consorziati.

Relativamente ai sette ultimi esercizi si vuole conoscere: il numero delle cause di Lavoro affrontate. In particolare: numero di cause vinte, numero di cause perse: numero di cause in corso. SOPRATUTTO costi sostenuti a seguito delle sentenze sfavorevoli e previsione di costo per le cause in corso (stima)
Poi, il numero delle vertenze di lavoro risolte in via transattiva e il costo per il consorzio per ognuna di esse.
In particolare se sia vero che nel caso del comandante dei servizi di vigilanza, si è convenuto una transazione di € 400,000, oltre alle spese legali? Spese di cui si desidera conoscere l’ammontare.
Lei pensa davvero che sia rispettoso rispondere a me, uno tra mille consorziati che «attengono a questioni gestite dalla Servizi Consortili Costa Smeralda Spa»?
In fine lei afferma che il Consorzio non ha alcuna auto di servizio in dotazione.
Badando alla sola lettera lei non solo afferma il vero ma dice cosa a tutti nota. Dunque risponde a una domanda non fatta per non rispondere alla domanda vera. Eppure lei non può non sapere e tacere dell’auto di servizio (una piccola e modesta Audi A8 da 120 mila euro) attribuita al bi-presidente del Consorzio e della Servizi Consortili. Il beneficiario è il presidente del Consorzio e la società che paga il leasing è la Servizi Consortili, di cui il Consorzio è unico proprietario. Presidente a cui, le ricordo, paghiamo un quarto di milione di euro l’anno senza conoscerne la vera ragione.
Trova questa risposta rispettosa della nostra e della vostra intelligenza? Non ritiene giunto il tempo di ritrovare un poco di pudore?
Nel salutarla molto rispettosamente, la prego di estendere al presidente e agli onorevoli membri dei nostri consigli di amministrazione le mie doverose considerazioni.
Cordiali saluti,
Giancarlo Perini.
Consorziato 2043

precedentemente pubblicato in http://www.apics.it/blog/?p=688  il  21/06/2014

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