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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Litigare per vedere il mare oltre l’albero del vicino può fare male per molto tempo. Troppe volte i rimedi non si trovano e ci si rovina fegato e vacanze.Pntogia Siepi e Ginepri 150507 02

C’è un’alternativa possibile ed elegante nell’idea condivisa e messa in atto da due consorziati (di cui non faremo i nomi) che permette di risolvere la questione nel giro di un’ora.

Ne ha fatto cenno il direttore generale, nella sua relazione all’assemblea, del Consorzio, dando una risposta indiretta al consorziato norvegese Heide, che riproponeva l’annosa questione.

Abbiamo approfondito la vicenda e ci sembra che l’esempio possa essere seguito da moltissimi, se non da tutti.

A Pantogia, due ginepri interrompono la vista a mare. I due consorziati interessati si scambiano raccomandate da quattro anni. Entrambi sono convinti del loro buon diritto e delle loro ragioni. Due buone ragioni.

Uno dei due alla fine dovrà soccombere. Ma chi? Perché uno deve fare un sacrificio e l’altro avere un beneficio, grazie a un atto d’imperio (del Consorzio o del Magistrato)? Se entrambi fanno un sacrificio condiviso, a favore magari di un’associazione di volontariato si diventa amici con una stretta di mano e si fa del bene. Da buoni cristiani (mussulmani, ebrei).

Così è successo. Uno ha accettato di abbattere i due ginepri (con l’autorizzazione dell’ente pubblico competente, naturalmente) l’altro di compensare il sacrificio versando una donazione adeguata all’UMUS (Una Mano un Sorriso), la ventennale associazione di volontari dedicata ai disabili di Arzachena e alle loro famiglie.

Il Consorzio si è incaricato del taglio e del trasporto.

Se soltanto una decina di casi si risolvessero quest’estate in questo modo, con donazioni consistenti, venti consorziati smetterebbero di rodersi il fegato e l’UMUS potrebbe finalmente comprare il Minibus che dovrà presto sostituire l’attuale, da tempo in condizioni di pre-pensionamento.

La Rinascita della Costa Smeralda può iniziare anche da qui.

P.S. – I due consorziati hanno molto apprezzato l’eccellente opera di mediazione del direttore generale, e la disponibilità del Geom. Marras, del Consorzio, senza le quali la cosa sarebbe finita davanti al giudice di pace de La Maddalena.

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