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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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 giancarlo perini 2006 Villa Este

Pensieri a voce alta di Giancarlo Perini.

Dopo un breve periodo di vacanza torno a dialogare con voi con grande piacere.

Trasparenza vuole che io non nasconda a chi mi segue su questo blog alcune riflessioni personali sull'assemblea annuale del Consorzio Costa Smeralda. Per farlo smetto di essere “il presidente dell’APICS” per essere semplicemente il signor Perini.

Fin a quando la critica, riassumibile nella frase troppo sentita in costa questa estate: “Perini dice le cose giuste nel modo sbagliato”, era limitata ai circoli e salotti ufficiali del Consorzio, potevo considerare il commento un bel complimento, piuttosto che uno scorretto esercizio denigratorio. Soprattutto alla luce degli incoraggianti cambiamenti delle ultime settimane e di quelli che (si spera) verranno all'interno del Consorzio.

Ma se la critica diventa strumento per denigrare e dividere un’associazione decennale che rappresenta qualche centinaio di consorziati, vuol dire che la sovietica “disinformazia” di corte ha raggiunto un livello di allarme alto e che s’impone una pausa di riflessione.

Poco importa se quel modo, “sbagliato” secondo alcuni, è imposto da provocazioni, ostacoli, limiti di tempo, segretari-che-presiedono, presidenti in barile, interruzioni, urla e claque architettate per evitare domande imbarazzanti e far tacere critica e dissenso in assemblea.

UNA PAUSA DI RIFLESSIONE E AGGIORNAMENTO

costa smeralda sardinia 0

Si impone una pausa di riflessione e aggiornamento; e con essa la scelta di cambiare quel mio “….modo sbagliato di dire le cose” per focalizzare l’attenzione sui contenuti anziché sui modi. Così che un giorno molto vicino tutti i consorziati attenti alle fortune della Costa Smeralda non siano distratti dai modi ma piuttosto interessati ai contenuti, troppo gravi e importanti per passare in secondo piano. Soprattutto per evitare di dare argomenti critici a chi vuol tenere tutto nascosto in segrete camere.

Nei prossimi mesi mi dedicherò a un corso di dizione e di “body language” per arrivare a farmi ascoltare (senza dovermi imporre, perché costretto dalle circostanze e da preconcetto ostruzionismo).

Non è mai troppo tardi per imparare a far meglio. Neppure per chi è stato direttore della comunicazione di un paio di aziende di fama mondiale e ha avuto occasione di dialogare, secondo protocollo, con massimi dirigenti di tutto il mondo, non pochi diplomatici, e capi di stato o governo.

Per fare questo nei prossimi mesi avrò meno tempo da dedicare a questo blog e a altre iniziative “di contorno” ma spero vorrete continuare a seguirmi.

Con le mie scuse per il disagio che, in assemblea, posso aver causato ad alcuni consorziati, mio malgrado.

Un cordiale saluto a tutti voi.

P.S.

Mi dicono che sarebbe opportuno che mi facessi conoscere meglio, mettendo da parte per un momento, discrezione e modestia.

Ecco allora una mia breve biografia. Nato a Milano 1944, ariete, di Marzo, sono cresciuto a Torino dove ho studiato ragioneria presso l’istituto privato San Massimo.

Lavorando a tempo pieno mi sono poi laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Torino. Non ero un figlio di papà. Nel frattempo mi ero già sposato (ho celebrato 48 anni di una vita condivisa con la mia adorata moglie pochi giorni fa), avevo avuto due figli, ed ero diventato, a 29 anni, il primo dirigente dell’Italdesign-Giugiaro (nel 1973 erano davvero pochi i dirigenti industriali in Italia ed io ero il più giovane tra loro).Italdesign 1972 con Chapman e Giugiaro

Lo so, difficile credere che quello a destra con folta barba e tanti capelli sia davvero il sottoscritto.

Parlo  e scrivo correntemente inglese e francese, mastico un po’ di tedesco. Ho viaggiato per lavoro nei cinque continenti fin dal 1968. Sono stato consulente di sette multinazionali Europee, Statunitensi, Giapponesi e Cinesi, direttore della Comunicazione di Lamborghini. Per il presidente della Georgia e il suo governo ho costituito e presieduto una scuola internazionale di design presso la Georgian Technical University. Per oltre quarant’anni ho lavorato in proprio come giornalista e fotografo, collaborando con almeno 25 testate di primo livello, pubblicate in una ventina di nazioni diverse, e molte testate italiane, comprese La Repubblica, Auto, Quattroruote e molte altre. I miei articoli sono stati tradotti in almeno dodici lingue. Ho scritto libri e volumi pubblicati in diverse lingue. Ho creato e amministrato una piccola industria con una trentina di dipendenti. Ho lavorato duramente sempre con entusiasmo e passione, raggiunto una modesta autonomia economica senza diventare ricco. Sono felicemente  nonno di quattro nipoti per bene. Vivo serenamente. Il mio problema (e quello di alcuni altri, NON pochi per fortuna) è che non sono disposto a rinunciare ai miei principi e alla mia dignità. Per questo posso serenamente ammettere di non essere un tipo facile…al compromesso e sempre molto (forse troppo, per questa povera Italia, determinato e assertivo come può esserlo chi è pronto ad assumere la responsabilità delle proprie idee e delle sue azioni). Proprio come il personaggio che ha ispirato Cervantes. Nessuno è perfetto. (aggiornato in data 11/9/2015).

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