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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Con il ricorso in appello contro la sentenza del tribunale di Tempio nella quale tutti i Consorziati sono perdenti, a loro insaputa (e in centinaia di casi loro malgrado) ogni consorziato potrà beneficiare di una auspicata e probabile sentenza favorevole in tempi relativamente rapidi e con il minimo rischio di pagare le spese legali in caso di respingimento.

Infatti, il giudice dovrebbe arrivare a sentenza nel giro di due, forse tre, udienze perché tutta la fase istruttoria e i ricorsi alla Cassazione – avviati nel suo ambito - sono stati completati.

Inoltre, in base alle recenti norme europee a questo procedimento, potrebbe essere data la priorità per "anzianità" visto che quest'anno compierà 16 anni.

Ogni consorziato può ricorrer in appello, in proprio, con l'assistenza del proprio legale di fiducia, oppure associandosi con altri consorziati. Potranno farlo prima o subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Pubblicazione ritenuta "necessaria per l'integrazione obbligatoria del contraddittorio nei confronti di tutti i consorziati a pena di inammissibilità dell'appello e conseguente passaggio in giudicato della sentenza sfavorevole ai "piccoli consorziati" dichiarati contumaci (tutti meno uno) in primo grado.

In assenza della Notifica in Gazzetta Ufficiale (e si spera su alcuni quotidiani nazionale, sul sito del Consorzio e nelle pubblicazioni giuridiche) ogni consorziato può comunque ricorrere in appello, impugnando la sentenza del Tribunale di Tempio anche introducendo ulteriori argomenti a favore delle proprie tesi.

L'APICS propone fin d'ora ai suoi associati, ed a tutti i proprietari in Costa Smeralda, di aderire all'istanza di appello che si accinge a presentare a nome di tutti coloro che vorrnno aderire alla sua azione. Naturalmente il sottoscritto sarà tra i primi firmatari.

Infatti, essendo mia intenzione presentare o aderire all'appello sono pronto a raccogliere e co-ordinare le iniziative di tutti quei consorziati che volessero unirsi all'APICS ed a me (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) nel cogliere questa preziosa opportunità di beneficiare in tempi ragionevoli delle conclusioni favorevoli (anche una sola giustificherebbe ogni iniziativa fino alla sentenza della suprema) cui i giudici di secondo e terzo grado dovessero pervenire.

Tra queste:

  1. l'esonero del pagamento degli oneri consortili successivi al 2001;
  2. l'invalidità delle ultime modifiche allo statuto che privano i consorziati di qualsivoglia possibilità di influire sulla gestione e controllarne l'operato (come l'azione giudiziaria per l'accesso agli atti ancora in corso dimostra platealmente);
  3. lo scioglimento del Consorzio attuale (il che permetterebbe a tutti i consorziati di costituirne, su base volontaria, uno nuovo, molto più rispondente alle loro aspirazioni e esigenze di qualità, valorizzazione e equa gestione della "loro" Costa Smeralda) ;
  4. l'annullamento dell'ultima proroga della durata del consorzio fino al 2050 che di fatto causa una rilevante perdita di valore delle proprietà a causa della doppia tassazione di fatto a carico di tutti i consorziati.
  5. La possibilità (non l'obbligo) di recedere dal Consorzio per chi non ne condivide più obiettivi, la gestione o perchè è venuto meno il rapporto di fiducia alla base del mandato.

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