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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Discarica-600E’ risaputo che il presidente del Consorzio ama prendere la gente per certe parti. Non si contano gli episodi e le vittime. Sono sempre più numerosi quelli che lo cercano presso gli uffici della piazzetta nella speranza di pareggiare i loro conti.

Inevitabile che tocchi anche a noi esserne vittime. Nel nostro caso tuttavia egli non è solo. A darli manforte sono i suoi colleghi nei consigli di amministrazione (da noi lautamente retribuiti) e dallo stuolo di avvocati da noi generosamente pagati. Così malgrado una chiara sentenza del tribunale continuano a rifiutarci documenti essenziali che dimostrano come la gestione del consorzio sia altamente dannosa e iniqua nei confronti della maggioranza (non rappresentata in assemblea) dei consorziati.

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Hotel-Romazzino---2009-Polo-3Sembra proprio che i cittadini per bene di questo Paese possano tornare a sperare e credere nella legge e (forse) nella giustizia. Le cronache di questi giorni a proposito delle violazioni di legge nell'ampliamento degli alberghi di lusso della Sardegna Resorts, e degli accordi «più che amichevoli» tra la società di Tom Barrack e le amministrazioni pubbliche di comune e regione non hanno certo destato sorpresa. Erano attese da tempo e ciò che inquietava era proprio l'inerzia dei palazzi di giustizia dopo che una violazione così sfacciata - come quella dell'Hotel Ramazzino e delle sue ville sul mare spiritosamente chiamate suitess - era stata certificata dal TAR della Sardegna e del Consiglio di Stato.

Troppi in Gallura sono quelli convinti che in questo pezzo di paradiso «il delitto paga». I fatti erano già tutti noti e descritti, nero su bianco, nel 2011. Finalmente, dopo più di tre anni, si indaga seriamente. Ecco cosa scrivevamo in proposito, a nome dell'APICS e con la collaborazione di Lorenzo Camillo, nel maggio 2011 sul sito del Gruppo di Intervento Giuridico

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Harrods-2014-webPrima o poi i nodi vengono al pettine. Devono venire al pettine. Mentre procede l'istruttoria sull'ecomostro, capolavoro approvato senza battere ciglio dal Comitato di Archittura del Consorzio (e non é difficile intuire perchè), ecco la notizia che spiegherebbe le (altrimenti) incomprensibili licenze concesse a tambur battente a Sardegna Resorts per le villette nei suoi alberghi di lusso.

La notizia è suoi quotidiani oggi in edicola.

Costa Smeralda, terremoto tangenti sulle licenze edilizie

Converrà a questo punto chiedersi se é ammissibile che chi compra una proprietà nel Consorzio sia costretto a fare parte di un'associazione il cui vertice é continuamente sotto indagini di ogni natura. Si tratti di fisco o di prebende. Ormai è evidente che le nostre proprietà in Costa Smeralda non sono valorizzati dal marchio del Consorzio ma sono svalutate dalla perdita di immagine della Costa Smeralda (frequentata sempre più da gran belle ragazze d'imnportazione e no, molto generose e amorevoli) ma anche dalla doppia tassazione della proprietà: dall'amministrazione comunale e da questo inqualificabile Consorzio.

La questione é tanto etica quanto economica.

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Pietra-Costa-Smeralda-04-cutCosta Smeralda: Lo scandalo della Pevero Golf Srl.

 

Chissà quanti consorziati hanno un’idea delle quote pagate dalla Pevero Golf Srl per i suoi 75 ettari di terreni inedificati? Tenetevi forti e preparatevi una bella camomilla perché stiamo per svelarvelo: euro 4490,45 IVA compresa. Si proprio così quattromilaquattrocentonovanta e 45 centesimi. Quei bei prati verdi, curati con grande cura valgono praticamente niente, tanto che per 66,9 ettari si applica il coefficiente più basso possibile, in altre parole lo 0,082 mentre agli altri 7,7 ettari scarsi si applica quello di 0,574.

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banner cradleBasta una velina per farsi beffe di giornalisti e consorziati.

 

E’ davvero un peccato che la stampa regionale non abbia tempo o vero interesse alla vicende dei veri padroni della Costa Smeralda, ovvero dei suoi Consorziati, malgrado il loro preponderante rilievo nell’economica e nella società Gallurese e dunque Sarda. Non vogliamo certo pensare di pigrizia e neppure sudditanza al potere ma è evidente che chi partecipa all’assemblea del Consorzio e vede che nove su dieci dei consorziati che prende la parola lo fa per lamentarsi e protestare, anche vivacemente. Per non dire di un Consorziato che ha scritto alla presidenza che ne avrebbe chiesto l’annullamento.

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180px koala ag1Per il piacere di essere informati.

 

La Land Holding Co. Srl, al momento dell’assemblea del Consorzio, risultava ancora proprietà della Shardana srl di cui è presidente Franco Carraro. La seconda è interamente della Smeralda Holding che l’ha data in pegno di primo grado alla Qatar Holding Netherlands B.V. (prima era in pegno alla Banca del Mezzogiorno – Mediocredito e dunque è lecito tornare a pensare a….. Franco Carraro) e a molte altre banche.

Al passaggio registriamo che le s.r.l. Porto Cervo Marina, Cantiere Porto Cervo e Pevero Golf sono interamente della Sardegna Resorts che a sua volta detiene il 51% della Shardana (si presume che il restante 49% sia detenuta dalla Starwood).

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Piazzetta-Cerv-con-TaxiPERSICO NON PRESIEDE.

 

Il presidente Persico non solo non è legittimato a presiedere il Consorzio Costa Smeralda ma è talmente abile che, oltre a prendere in giro circa 4 mila consorziati, evita accuratamente di assumersene le responsabilità, fatte salve le occasioni in cui deve autonominarsi presidente della Servizi Consortili o farsi pagare rimborsi e conti vari.
Basta riascoltare la registrazione dell'ultima assemblea annuale per averne la conferma. L'assemblea è stata aperta, dichiarata valida, diretta e gestita non da Persico ma dal segretario, Gerardo Longobardi, importato da Roma a spese del Consorzio e lautamente pagato anche come membro del consiglio di amministrazione della Servizi Consortili Costa Smeralda.

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Pagina-Nuova-su-stipendiAnche in assemblea nessun chiarimento.

 

Nonostante la notizia fosse stata ampiamente diffusa e le domande dei consorziati fossero state precise e incalzanti, nessun membro del consiglio di amministrazione, ha voluto parlare delle somme impropriamente corrisposte al presidente e ai consiglieri.
Ora, basta porsi la semplice domanda del perché tanto silenzio in proposito per capire le ragioni di tanta riprovazione. Per sfuggire al fisco (molto improbabile)? Omertà, riservatezza o semplice vergogna?

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