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Giancarlo Perini

La vita ė bella

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Consorzio Costa targaMANCA ERA LA VITTIMA, NON IL COLPEVOLE!

Il consiglio sapeva tutto più di un mese prima dell’assemblea elettiva del 2011 ma ha taciuto e avallato l’operato del presidente.
Ecco quanto emerge da una prima, rapida, analisi della relazione dei legali Falchi-Carbone, consegnata agli organi e alle società del Consorzio.
Vi proponiamo i fatti più salienti per punti. (I numeri progressivi si riferiscono alla pagina della relazione).
1
«Il Pubblico Ministero aveva chiesto archiviazione a favore di Salvo Manca, nella vicenda penale scaturita dalla denuncia di  Claudio Gatti e che ipotizzava Consorzio e Servizi come parti offese.»


6.
«1. Si osserva che dal momento in cui la Servizi Consortili ed il Consorzio hanno deciso di procedere con una istruttoria indipendente sul caso, rispettivamente nel mese di Dicembre 2010 e nel mese di Gennaio 2011, la vicenda ha avuto una crescente escalation critica. Da prima sia i sottoscritti sia il CdA del Consorzio sono stati sommersi dall'invio di una serie di lettere provenienti dalle parti controinteressate (Jaguarao Cafè, Pevero Alto e Dr. Carmelo Mereu) e soprattutto dai rispettivi legali. Tutte, in modo uniforme, destinate anche ai membri del CdA del Consorzio, volevano fornire, in modo solo apparentemente confuso, notizie sulla loro posizione e soprattutto su quella del Dott. Manca, con nuove argomentazioni. Dette asserzioni erano tuttavia non corrispondenti alla realtà come dimostrano anche le nostre recenti acquisizioni documentali, che si esamineranno oltre.»


Il conflitto Persico – Manca.

Si voleva far emergere un disegno che puntava ad addossare a Manca responsabilità che, se c’erano, erano di altri (e dobbiamo presumere non dicibili – dal Manca - a salvaguardia del prestigio del Consorzio) probabile causa di forte imbarazzo. L’ipotesi è che Persico volesse favorire qualcuno a spese dei consorziati. Certo si può supporre che volesse sbarazzarsi di Manca.
Ogni responsabilità del direttore generale Manca è stata infatti esclusa dall’istruttoria interna dei legali, a dispetto del presidente Persico, anche se il quadro che emerge desta qualche preoccupazione su procedure e attenzione ai doveri d’ufficio. Basti pensare alla datazione dei contratti di locazione e alla loro (mancata o tardiva) registrazione.
In effetti l’interesse del Manca ad acquistare da una parte i due immobili, locati a favore suo e di Gatti, dal Consorzio (e si legga sempre direttamente o attraverso società controllate) in caso di successo dell’operazione egli avrebbe potuto agevolmente pagare le rate del mutuo con il ricavato del «generoso» canone di locazione dei due appartamenti “affittati” al Consorzio.  Ma, attenzione, così facendo egli avrebbe in realtà investito un fringe benefit convenuto contrattualmente al momento della sua conferma nell’incarico. Erano soldi suoi. Il contratto di lavoro è stato approvato dal C.d.A. e firmato da Persico e ciò spiega tutto. Non è neppure il caso di verificare se i canoni di locazione fossero congrui.
Annottiamo piuttosto che quella di pagare un affitto ai dipendenti anche quando l’abitazione è di loro proprietà sembra prassi adottata in più di un’occasione dal generoso Consorzio per garantire un «fringe benefit» (beneficio aggiuntivo) ai suoi collaboratori (e collaboratrici) più «discreti e fedeli».
Pag. 8
A proposito di Persico, i legali scrivono:
«E' singolare che oggettivamente abbia interferito col nostro contrasto delle controparti Jaguarao e Pevero la condotta tenuta dal Presidente Persico e dal Dr. Gatti. »
E riferiscono che Persico:
«ha condotto una istruttoria parallela con propri legali che hanno fornito pareri basati su documenti parziali e perciò fuorvianti posti a disposizione del Presidente. Essi non hanno giovato all'accertamento della verità; inoltre gli stessi documenti paiono fortemente sospetti provenendo dalle nostre controparti processuali, con le quali l'avv. Persico, inopportunamente, ha coltivato contatti non curandosi del fatto che il Consorzio e la Servizi Consortili fossero impegnati in una causa giudiziaria.»
Ciò dovrebbe bastare a chiedere conto al direttore generale e al consiglio di amministrazione della loro rinuncia a qualsiasi iniziativa a tutela loro e del Manca, oltre che al prestigio del Consorzio. Infatti, scoppiato il conflitto tra Persico e Manca si sarebbe dovuto chiarire e risolvere, piuttosto che insabbiare e lasciare che a pagare fossero i consorziati. Entrambi sono ancora al loro posto. Ma di ciò torneremo a parlare se utile e quando opportuno. Per il momento ci accontenteremo di sapere quanto ci è costato questo pericoloso balletto che ha riempito pagine e pagine di giornali.

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